BAITE DI MASLANA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contrada Cà Ssura

Malgrado la distanza non considerevole dal centro abitato tutti i proprietari delle baite hanno sempre “rifiutato” l’installazione di una linea elettrica poiché, secondo la loro opinione, avrebbe fatto perdere le vecchie tradizioni del luogo. L’unico spiraglio tecnologico, scelto dalla maggioranza degli abitanti, è stata infatti l’installazione di pannelli fotovoltaici che permettono di convertire l’energia solare in energia elettrica.
Questa viene utilizzata scrupolosamente per far funzionare la lampadina della cucina o quella della camera oppure il piccolo televisore durante il telegiornale della sera. Per il resto tutto è rimasto come una volta: nessuna struttura è dotata di bagno privato o di acqua corrente. Esistono invece dei bagni pubblici e quattro fontane, diversamente collocate, dove ognuno si reca con secchi e altri contenitori per prelevare l’acqua necessaria a tutte le faccende domestiche. 

Geograficamente Maslana è distribuita in quattro distinti gruppi di baite denominati Caffi, Polli, Cà Sura e Piccinella; caratteristici sono i magnifici sentieri in selciato che si snodano tra le vecchie costruzioni

Il borgo antico di Maslana si trova poco a monte del paese sul sentiero che conduce alle cascate. E’ raggiungibile in mezz’ora di comodo cammino attraverso le spesse faggete che in autunno si tingono di mille colori e dopo aver lasciato l’auto nei pressi della funivia Enel.

Quest’ultima borgata, in particolare, è difficilmente raggiungibile durante i mesi invernali poichè è necessario attraversare l’omonima valle dove si depositano sempre le valanghe provenienti dalle pendici est del pizzo Coca, con evidenti pericoli durante l’eventuale attraversamento. Secondo gli archivi comunali tutto il borgo era abitato permanentemente dal 1700 da un centinaio di persone che vivevano dei prodotti della pastorizia.
Oggi torna a popolarsi nei fine settimana e durante i periodi estivi raggiungendo il suo apice alla terza domenica di settembre quando abitualmente è in programma la “Festa di Maslana” durante la quale è possibile assaggiare i classici prodotti tipici.
Il periodo più cupo e triste della sua storia si ebbe invece nel 1979 quando, il 17 aprile, si sviluppò un incendio all’interno di una baita della contrada Caffi. I danni furono valutati in circa trecento milioni delle vecchie lire e miracolosamente si salvò la sola baita con l’affresco della Madonna del Rosario dipinto sulla parete.

Baita Clef    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ponte medievale

Da alcuni anni, però, Maslana è tornata ad essere valorizzata grazie alle preziose ristrutturazioni fatte da ogni proprietario ma anche per l’apertura di un bar ristoro, che funge come classico luogo di ritrovo serale.     Proseguendo lungo il sentiero che conduce alle cascate si giunge ad un ponte in pietra ad arco che qualcuno ritiene essere di origini romane al quale sono legate numerose leggende locali. Poco a valle dello stesso, all’inizio del secolo scorso, fu eretto un balconcino che si affaccia sul “Gorgo del Cane” con un precipizio di oltre cinquanta metri.
Ma Maslana è anche altro; sul suo territorio sorge infatti il Pinnacolo che, con le sue pareti strapiombianti di granito compatto, offre un’ottima palestra agli scalatori con vie di quasi trecento metri. Ma più di tutto Maslana è famosa in tutta la bergamasca per la costante presenza primaverile degli stambecchi, ai margini dei prati. Questi ungulati compaiono in branchi numerosi fino a maggio inoltrato per brucare le prime erbe che in quota ancora mancano per la presenza della neve. Questa classica ricorrenza, unica nel suo genere, richiama ogni anno gruppi di turisti che, muniti di macchina fotografica, risalgono il sentiero da Valbondione nella speranza di imbattersi in qualche esemplare.


(Autore: Mirco Bonacorsi)