CASCATE DEL SERIO
Le famose Cascate del Serio si trovano sul
territorio di Valbondione a valle della altrettanto nota diga del Barbellino.
Sono composte da un triplice salto verticale che misura rispettivamente 166, 74
e 75 metri.
Fino alla fine del 1800 non esistevano misurazioni efficaci della sua altezza
totale tanto che gli atlanti geografici dell’epoca riportavano una quota
approssimativa vicina ai 160 metri. Fu l’ingegnere Angelo Milesi del Cai di
Milano ad eseguire una prima misurazione con tecniche trigonometriche,
misurazione poi confermata dall’allora presidente del Cai di
Bergamo Antonio Curò che risalì con un livellino da montagna il versante
orientale della conca rocciosa. Sempre mediante l’utilizzo di queste tecniche fu
possibile valutare le distanze orizzontali tra la sommità del primo salto ed il
piede del terzo nell’ordine dei 180 metri, benché agli osservatori i tre salti
sembrino tra loro assai vicini. Questa misura consente alle cascate di essere le più alte d’Italia, le seconde
d’Europa e le quinte al Mondo. Fino al 1931, anno in cui fu terminata la costruzione dello sbarramento del
Barbellino, le Cascate del Serio erano visibili ogni giorno dell’anno; famose, a
tal proposito, furono alcune citazioni lasciate da Giovanni Mairone da Ponte al
termine di un escursione datata settembre 1808.
Egli definì la zona "un luogo
dove rifarsi dalle tante amarezze della vita" ed era convinto che secoli prima
in questa conca esistesse un lago, le cui acque si erano lentamente aperte un
varco nella roccia dando origine alla spettacolare cascata del Serio. La diga
del Barbellino è la più grande della bergamasca avendo una capacità di circa
diciotto milioni di metri cubi di acqua. L’altezza del suo muro è di 69 metri ma
è lo spessore a destare curiosità: alla sommità misura solamente 5 metri mentre
alla base ben 54.
Normalmente la loro apertura avviene cinque volte
all’anno, in date stabilite dagli accordi tra l’Amministrazione comunale di Valbondione e
l’Enel. I guardiani di turno aprono lo scarico di mezzofondo del bacino liberando circa
seimila litri di acqua al secondo che percorrono una lunga galleria ricavata
nelle viscere della montagna: dopo la manovra l’acqua impiega una decina di
minuti per raggiungere la sommità del salto. Come si diceva la diga è stata
terminata nel 1931 dopo otto anni di lavoro e la manodopera di circa ottocento
persone. Al suo interno si snodano una serie di cunicoli che vengono utilizzati
dal personale di guardiania per le normali operazioni di controllo.
L’alveo del fiume Serio raggiunge il massimo della tortuosità nel tratto ad est
del nucleo antico di Maslana: dopo la caratteristica e ben conosciuta cascatella
che si getta nel “Goi del Cà” le acque del fiume formano ancora una decina di
balzi di un certo rilievo. L’acqua liberata dalle paratie del Barbellino impiega
circa un’ora per raggiungere l’abitato di Valbondione.
(Autore: Mirco Bonacorsi)