VAL SEDORNIA
Giunti a Gandellino, poco dopo gli abitati di Ardesio e Gromo, si svolta a destra in direzione della località Tezzi, dove è possibile lasciare l’auto. Si imbocca quindi un’ampia mulattiera che costeggia la destra orografica della Valle Sedornia dove purtroppo sono già visibili alcuni esemplari di abete rosso colpiti dall’azione distruttiva del Bostrico parassita. L’insetto, in forte espansione in questi ultimi anni, scava gallerie sotto la corteccia di queste conifere provocandone la classica colorazione rossastra della chioma e quindi la loro morte. Dopo qualche decina di minuti si giunge alla Cappelletta dedicata a San Carlo e poi ad un’ampia radura adibita ad area pic-nic, con tavolini e camini per il barbecue.
Guardando in direzione del torrente si può scorgere una strada che, sulla destra, conduce agli Spiazzi di Boario e sulla sinistra alle stalle Prato di Vigna e Cassinelli.
La cappella di S. Carlo
La baita Foppane
Le stalle del Prato di Vigna
Imboccando il sentiero che si snoda a monte
dell’ultima baita è quindi possibile scegliere tra due diversi itinerari. Si può
decidere di andare a visitare il Laghetto di Vigna Vaga, a circa 1800 metri di
quota, oppure proseguire lungo il sentiero in direzione di Fontana Mora tra una
miriade di pini mughi, larici e rododendri.
La zona, alquanto pianeggiante nella parte più alta, è invece caratterizzata da
un ampia distesa erbosa e ginepri che la rendono un vero paradiso invernale per
gli appassionati dello sci alpinismo.
Tutto intorno una catena di montagne si chiude a ferro di cavallo consentendo
comunque un’ottima visuale sui laghi di Valgoglio, sul monte Vigna Vaga e sui
Pizzi Redorta e Coca. Proseguendo oltre la Baita Foppane si può raggiungere il
Passo degli Omini, oltre il quale si possono aprire diversi itinerari. Scendendo si può infatti visitare l’alpe di Rigada, con
le sue caratteristiche baite, proseguendo sulla linea di cresta il Monte Timogno
e l’alpe di Vodala.
(Autore: Mirco Bonacorsi)