COSA VISITARE A VALBONDIONE

 

Valbondione ( 850 – 3050 metri s.l.m), ambita meta turistica estiva ed invernale, è un piccolo comune posto alla testata della Val Seriana. Si trova a 52 km da Bergamo e a 100 km da Milano ed e' costituito essenzialmente da tre grosse borgate (Fiumenero, Bondione e Lizzola) e da diversi altri piccoli nuclei: Mola, Gavazzo, Dossi, Redorta, Maslana e Valbona, questi ultimi tre frequentati solo nei fine settimana e durante le ferie estive.Da sempre il nome di Valbondione è legato alla presenza delle famose Cascate del Serio che con i loro 315 metri risultano essere le più alte d’Italia e le quinte al Mondo. Nell’arco degli anni il paese ha tuttavia saputo far conoscere il proprio nome al di là del fascino esercitato dalle cascate valorizzando le numerose altre attrazioni offerte dalle splendide montagne che lo circondano.Con il trascorrere del tempo la sapiente gestione delle strutture alpine sparse sul suo territorio ha reso i rifugi Coca, Curò, Barbellino e Brunone tra le mete più ambite delle Prealpi Orobie; la conca del Barbellino, in particolare, durante il periodo estivo diventa meta di migliaia di escursionisti che si gustano il meritato riposo sulle rive dell’enorme diga costruita negli anni ’30. Gli investimenti economici ed un’aculata campagna di informazione pubblicitaria hanno contribuito a rilanciare il nome del comprensorio sciistico di Lizzola al di fuori dei confini bergamaschi richiamando a sé anche turisti dal nord Europa.

 

 

 

Anche la pista di fondo di Casa Corti ha saputo valorizzare sapientemente le proprie strutture; l’allestimento di un efficiente impianto di innevamento programmato, la comoda vicinanza dell’Ostello della Gioventù richiamano appassionati da tutta la valle e non solo.
L’enorme diffusione di attrezzature come le ciaspole e gli sci d’alpinismo è stato un’ulteriore volano per il rilancio invernale del paesino seriano che durante i fine settimana, sulle creste spartiacque con la valle di Scalve, ospita centinaia di escursionisti; meta affascinante ed appagante risulta essere la vetta del Pizzo Tre Confini a 2824 metri di quota.
Le borgate rurali di Valbona, Redorta e Maslana, arrivate quasi sull’orlo della decadenza e dell’abbandono, sono state sapientemente recuperate e valorizzate dai proprietari che le conservano ora gelosamente dagli sguardi incuriositi degli escursionisti domenicali. Sopra Maslana, in particolare, ha trovato enorme espansione la pratica dell’arrampicata sportiva che richiama climber da ogni parte del nord Italia desiderosi di sfidare gli speroni rocciosi e strapiombanti del Pinnacolo di Maslana. Ma Maslana non si limita a questo; durante il periodo primaverile è rifugio di decine di stambecchi che, nelle enormi distese erbose che circondano le baite, trovano le gustose erbette che ancora mancano alle alte quote.
Ma Valbondione è anche storia e tradizione che affonda le sue radici in epoche remote che trovano ormai spazio solamente nelle sbiadite pagine dei libri; le vecchie attività minerarie, il pellegrinaggio con la vicina Valtellina, le transumanze con le greggi e la dipendenza giuridica ed ecclesiastica con la vicina Val di Scalve sono solo alcuni degli esempi che possiamo citare. Le miniere abbandonate, che rappresentavano il maggior complesso minerario della Lombardia, o il vecchio cippo che segnava il confine tra la Repubblica di Scalve e l’Alta Val Seriana sono ancora oggi visibili tra le ampie faggete oppure ai margini delle strade così come le vecchie trincee e la Polveriera della Prima Guerra Mondiale allestite nei pressi del Passo della Caronella.
La Cappella della Manina sopra Lizzola merita sicuramente una visita; costruita nel 1949 in ricordo del passaggio della Madonna Pellegrina è ancora oggi luogo di devozione e di culto.
Le montagne che sovrastano gli abitati di Valbondione, Fiumenero e Lizzola sono poi rifugio di migliaia di animali: camosci, ermellini, aquile reali, caprioli, volpi e lepri sono solo alcuni degli animali che si muovono indisturbati su di un territorio che pare senza confini. Valbondione è anche la terra dei tantissimi laghetti, risulta forse impossibile catalogare con precisione il numero di queste piccole gemme incastonate sui ripidi versanti delle montagne. I Laghi D’Avert e Gelt sono solo due degli esempi delle bellezze che la natura è in grado di modellare per mostrare agli occhi degli escursionisti.
Nei ricordi delle migliaia di turisti che raggiungono questo piccolo paese della Val Seriana non possono mancare i caldi colori e le mille tonalità delle faggete che si spogliano del loro abito autunnale. Sui pendii meno acclivi domina il verde cupo degli abeti rossi, l’elegante portamento dei larici o quello prostrato degli ontani, rifugi per molte specie di uccelli.
Lassù in alto, a sfidare l’azzurro del cielo, vette imperiose che nascondono storie di tante conquiste e immani fatiche. Ma forse Valbondione non è descrivibile a parole perchè i colori, i profumi della primavera e lo stillicidio dell’acqua sulle rocce ricoperte dal muschio trovano posto solamente negli occhi di chi ama la natura.


                                                                                                                                                                                               (Autore: Mirco Bonacorsi)